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“sodomiti” e “malati”

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barbara d'urso La rissa, ancora di salvezza per rilanciare la spada di Damocle che pende sulle nostre teste, l’Auditel, si conferma lo step iniziale per riuscire ad instaurare una qualsivoglia forma di comunicazione, indipendentemente dalla levatura del proprio contenuto. La rissa, televisiva abitudine che trasforma i salottini televisivi in campi di battaglia nei quali sembra non si riesca mai a distinguere la vittima dal carnefice. In un groviglio di voci, stridii, frasi spezzate, gesti inconsulti, uscite ad effetto, l’imperativo categorico è dire qualcosa, purchè il livello dei decibel emessi superi di gran lunga quelli consentiti dalla legge. Siamo a Domenica 5, salottino domenicale senza troppe pretese che avrebbe dovuto sostituire i fasti del biennio Perego-Bettarini, in piena fascia protetta.

Il caso risale a un paio di settimane fa, ma è ancora vivo nei nostri cuori, almeno finchè la D’urso continuerà ad invitare i soliti ignoti. Si parla di omosessualità (ma va?) e gli ospiti in studio discutono tranquillamente di coppie, scelte di vita, matrimoni, convivenze, dichiarazione della propria libertà individuale (in Italia?)… Il misfatto è dietro l’angolo e tale Maurizio Ruggero, presidente dell'Associazione Sacrum Romanum Imperium, con l’ambizione di governare Roma ed incendiarla, bolla tutti i gay come “sodomiti” e “malati”. Due semplici parole che bastano ad innescare un meccanismo contorto degno delle migliori puchade: Cecchi Paone rivanga il suo diritto ad amare (giovani modelli, aggiungerei), mentre la Parietti abbandona il trespolo per fiondarsi sul “portavoce di Cristo” e per cantargliene quattro, mettendo in mostra i due pilastri su cui si regge una carriera ventennale. Distratti dalla magnificenza delle Colonne d’Ercole di cui sopra, possiamo afferrare solo parole farfugliate con rabbia, mentre sodomita sembra essere l’unico patrimonio lessicale su cui Ruggero sa fare affidamento. La D’Urso prova a sedare gli animi, ma un paio di camicie di forza e un richiamo alla pubblicità non avrebbero fatto male. Si sfiora la rissa: le coppie presenti (presenza su cui bisognerebbe stendere un velo a doppio strato), minacciano di ridimensionare i connotati di Ruggero, mentre la Parietti rischia un collasso per aver sottoposto le proprie membra ad uno sforzo notevole (si sa, l’opinionista non è abituato a star ritto). Andrà avanti per circa una ventina di minuti, nel frattempo un po’ di zapping mi porta a gironzolare da un canale all’altro, ma il capello della Colo’ non si regge proprio… Torno dalla D’Urso, la napoletana verace, quella che se potesse ti offrirebbe il caffè pur di tenerti incollato allo schermo, ma con me non attacca. Il peggio e passato, ma ancora una volta l’omosessualità torna in video per annunciarsi, mostrarsi, provocare, provocarsi, peccato che ben più provocanti siano state le scenate della Parietti, di Cecchi Paone ( e fatelo lavora’ sto’ cristiano) e del prete presente in studio – immancabile - che con un colpo di scena spiazzante si schiera dalla parte degli infedeli…

A un certo punto mi chiedo il perché non invitare Cristiano Malgioglio e fargli cantare un pezzettino della splendida Pelame. Sarà una casualità, ma i vertici di Raidue irraggiano lo studio di Quelli che il calcio con il ciuffo più paglierino della tv. Tutto prevedibile. Che i dirigenti televisivi si affidino a un gruppo ristretto di chiaroveggenti per prevedere i gusti del pubblico? Possibile, in fondo il successo del grande fratello resta un messaggio divino incomprensibile…. A noi comuni utenti (la parola più abusata della settimana) non resta che giocare al toto trans e sperare di vincere una comparsata in video, magari a parlare proprio di transessualità, gioviale e morbosamente curiosa dalle parti della Marcuzzi, maligna e dissacrante nelle aule parlamentari. Proposta della settimana: sputtanare ( e perdonate la caduta di stile) tutti i timorati di Dio, quelli fedeli alla famiglia tradizionale, piazzata da mane a sera dinanzi il quadrato a tubi catodici, che di viaggi sul “trans”atlantico, si sa, se ne intendono. Condividi

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